Nel quadrante Lulli-Porpora, a nord est di Milano, la tensione tra gli inquilini delle case popolari e Aler Milano non accenna a diminuire. L’ultimo incontro tra le parti si è concluso senza alcun accordo, rinviando a data da destinarsi una soluzione che potrebbe migliorare la vita di centocinquanta nuclei familiari.
La situazione è critica: i lavori di ristrutturazione previsti per settembre negli stabili Lulli 30 e 30bis e Porpora 43 e 47 richiedono il trasferimento temporaneo degli inquilini. Tuttavia, molti residenti, soprattutto anziani e fragili, si oppongono a questa soluzione.
I dettagli del progetto di ristrutturazione
Il progetto di ristrutturazione, finanziato da Repower Europe è di fondamentale importanza per la sicurezza degli stabili. In particolare, lo stabile Porpora 43 è sotto osservazione dopo il crollo di una scala interna. Tuttavia, la richiesta di trasferimento temporaneo ha incontrato forte resistenza tra gli inquilini.
Diciannove nuclei hanno già accettato di trasferirsi, ma il restante 70% dei residenti, composto principalmente da anziani e persone fragili, rifiuta di lasciare le proprie case. Molti di loro hanno già investito in ristrutturazioni personali e non vogliono abbandonare i propri appartamenti.
Le richieste del comitato degli inquilini
Il comitato degli inquilini, guidato da Giovanna Ferramosca ha chiesto la creazione di un tavolo tecnico con esperti indipendenti per valutare la situazione. Gli inquilini suggeriscono che i lavori potrebbero essere eseguiti mentre loro si spostano tra gli appartamenti vuoti, evitando così un trasferimento completo.
Un altro punto di contesa riguarda l’ordine dei lavori. Aler Milano intende iniziare dalla ristrutturazione di Lulli 30bis, che gli inquilini considerano lo stabile in migliori condizioni. Secondo loro, l’intervento dovrebbe iniziare da altri stabili più critici.
L’abbandono del tavolo da parte di Aler Milano
Il presidente di Aler Milano, Alan Rizzi ha lasciato il tavolo delle trattative senza fissare nuovi appuntamenti, lasciando gli inquilini in una situazione di incertezza. La referente degli inquilini, Giovanna Ferramosca, ha espresso delusione per l’esito dell’incontro.
La situazione rimane complessa: da un lato, la necessità di garantire la sicurezza degli stabili attraverso la ristrutturazione; dall’altro, la resistenza degli inquilini a lasciare le proprie case. La speranza è che un tavolo tecnico possa trovare una soluzione che soddisfi tutte le parti coinvolte.



