La Triennale Milano Teatro ospita lo spettacolo Dancer of the Year una creazione di Trajal Harrel che fonde elementi di voguingpostmodern e l’estetica del butō giapponese per raccontare un percorso di vita e di ricerca artistica. L’opera si sviluppa come un monologo danzato in cui il coreografo ripercorre tappe personali e professionali, interrogando il significato stesso della danza come pratica sociale e culturale.
Lo spettacolo è in programma alla Triennale Milano Teatro (Viale Emilio Alemagna, 6) con repliche serali previste dal 15/12/2026 nei giorni di giovedì, venerdì e sabato dalle 19:30 alle 21:00. Per informazioni e prenotazioni è disponibile il numero 02 7243 4208.
Un percorso coreografico che mescola stili e memorie
In Dancer of the Year Harrel adotta una strategia compositiva che sovrappone registri differenti: il voguing come linguaggio della scena queer e della cultura ballroom, il postmodern come approccio sperimentale alla danza d’arte e il butō come pratica di corporeità radicale. Questa combinazione non è casuale: serve a mostrare come la formazione di un danzatore e la storia del corpo performativo siano il risultato di percorsi storicisociali e politici intrecciati.
La dialettica tra autobiografia e costruzione coreografica
La struttura dello spettacolo alterna momenti narrativi e frammenti coreografici, creando una tensione continua tra racconto personale e indagine formale. Harrel utilizza il proprio vissuto come materiale scenico, ma lo trasforma in un dispositivo critico per esplorare temi più ampi: identità, appartenenza e la funzione della danza nella rappresentazione del sé. Il risultato è un lavoro che appare contemporaneamente intimo e politicamente orientato.
Influenze culturali e significato della performance
Il dialogo tra voguingpostmodern e butō diventa specchio di trasculturalità pratiche nate in contesti differenti vengono rimesse in gioco per evidenziare come la danza contemporanea sia il prodotto di scambi globali e di storie marginali. Nel contesto della Triennale, il pezzo assume ulteriore valore proprio per la centralità istituzionale del luogo, che ospita una proposta artistica capace di mettere in discussione categorie estetiche predefinite.
La messinscena privilegia anche l’aspetto performativo delle identità: il corpo non è solo strumento tecnico ma dispositivo di enunciazione politica. Attraverso movimenti che richiamano il linguaggio della ballroom e gesti che evocano la filosofia del butō, lo spettacolo rende evidente come ogni gesto sia carico di riferimenti storici e simbolici.
Dettagli pratici della programmazione
Lo spettacolo è programmato alla Triennale Milano Teatro, Viale Emilio Alemagna, 6, con repliche dal 15/12/2026 tutti i giovedì, venerdì e sabato alle 19:30. Per informazioni e contatti è possibile chiamare il numero 02 7243 4208. L’allestimento in sala è pensato per favorire la prossimità tra interprete e pubblico, esaltando la dimensione intima del monologo performativo.
Questo appuntamento rappresenta un’occasione per confrontarsi con una proposta che mette al centro l’idea di danza come documento culturale: un linguaggio che racconta storie individuali e collettive, e che riflette sulle forme attraverso cui si costruiscono le narrazioni del corpo nella contemporaneità.


