In un’epoca in cui i giovani affrontano quotidianamente una miriade di limitazioni e divieti, un progetto teatrale innovativo offre loro uno spazio per esplorare e dare voce a queste esperienze. I Promessi Sposi il celebre romanzo di Alessandro Manzoni, fa da sfondo a questa iniziativa che unisce tradizione e modernità.
Il progetto, ideato e diretto da Serena Sinigaglia coinvolge attivamente i giovani, trasformando il palco in un laboratorio di riflessione e creatività. Con la collaborazione di Riccardo Pedicone e gli studenti del laboratorio di ATIR, il progetto si concentra sui ‘no’ che i giovani ricevono oggi, paragonandoli a quelli che Renzo e Lucia affrontano nel romanzo.
Un laboratorio di riflessione e creatività
Il progetto ha visto la partecipazione di un gruppo di liceali che, per un anno, ha lavorato con ATIR su uno stimolo tratto dal romanzo di Manzoni: i ‘no’ che i protagonisti ricevono e che scatenano la loro avventura. I giovani attori hanno esplorato i ‘no’ che percepiscono nella loro vita quotidiana, distinguendo tra quelli che vivono come freni, quelli che considerano necessari e persino utili, e quelli che trovano ingiusti e dannosi.
Attraverso il teatro, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di esprimere le loro emozioni e pensieri, trasformando le loro esperienze in arte. Questo processo ha permesso loro di riflettere su come i ‘no’ influenzano la loro identità e il loro percorso di crescita. La drammaturgia, curata da Tindaro Granata in collaborazione con Serena Sinigaglia e Riccardo Pedicone, ha guidato i giovani attori in questo viaggio di scoperta e autoesplorazione.
La voce dei giovani e l’esperienza di Riccardo Pedicone
Accanto alla voce dei ragazzi, il progetto ha visto la partecipazione di Riccardo Pedicone, scrittore e presidente dell’associazione culturale Noce. Pedicone, noto volto sociale e televisivo della letteratura in Italia, ha portato la sua esperienza e il suo percorso formativo al progetto, arricchendo il dialogo tra i giovani e i classici della letteratura.
Pedicone ha lavorato con i ragazzi, aiutandoli a comprendere meglio il contesto storico e sociale dei Promessi Sposi e a trovare paralleli con la loro vita quotidiana. Questo scambio ha permesso ai giovani di vedere i ‘no’ non solo come ostacoli, ma anche come opportunità di crescita e definizione della propria identità.
Un progetto di collaborazione e coproduzione
Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra il Teatro Carcano e ATIR, con la partecipazione del Teatro De Gli Incamminati. I formatori del laboratorio, Daniela Arrigoni e Gabriele Genovese hanno guidato i ragazzi nel loro percorso di scoperta e creatività, offrendo loro strumenti e tecniche teatrali per esprimere al meglio le loro emozioni e pensieri.
Questo progetto triennale di arte partecipata rappresenta un esempio di come il teatro possa essere uno strumento potente per esplorare temi complessi e dare voce alle esperienze dei giovani. Attraverso l’esplorazione dei ‘no’ della vita moderna e dei classici della letteratura, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di riflettere sulla loro identità e sul loro percorso di crescita, trasformando le loro esperienze in arte.


