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24enne bloccato nel caveau di una filiale a Milano: soccorso e fermo

Un 24enne di origine bengalese è stato trovato all'interno del caveau di una banca a viale Certosa e, dopo essere rimasto bloccato per ore a causa di una cassaforte temporizzata, è stato liberato dai vigili del fuoco e arrestato dai carabinieri per tentato furto aggravato.

24enne bloccato nel caveau di una filiale a Milano: soccorso e fermo

Un tentativo di effrazione nella filiale UniCredit di viale Certosa è stato sventato grazie all’allerta della videosorveglianza e all’intervento congiunto di vigilanza privata, Carabinieri e Vigili del fuoco.

Cosa è successo
Durante l’orario di apertura un uomo, entrato normalmente come cliente, si è diretto ai piani interrati e si è trattenuto nel caveau dopo la chiusura al pubblico. Le telecamere hanno ripreso i suoi tentativi di manomettere alcune cassette di sicurezza e hanno inviato l’allarme al personale di sorveglianza. Gli operatori in centrale hanno quindi allertato le forze dell’ordine: sul posto è intervenuto il Nucleo Radiomobile dei Carabinieri.

L’apertura del locale blindato
All’arrivo degli agenti l’accesso al locale blindato era però impossibile: le chiavi necessarie erano custodite in una cassaforte con serratura temporizzata, programmata per sbloccarsi solo nelle ore previste la mattina successiva. Non potendo attendere, i Vigili del fuoco hanno forzato la cassaforte per recuperare le chiavi e consentire ai Carabinieri di ispezionare il caveau.

Fermo e condizioni del sospetto
Il giovane è stato trovato sano e salvo e trattenuto per gli accertamenti. Si tratta di un 24enne di origine bengalese, già noto alle forze dell’ordine; al termine degli accertamenti è stato denunciato per Tentato furto aggravato. Le autorità segnalano che non ci sono stati feriti durante l’intervento.

Il ruolo delle immagini e le indagini
Le registrazioni delle telecamere hanno fornito elementi decisivi: documentano la presenza dell’individuo nel caveau e i movimenti sospetti attorno alle cassette di sicurezza. Il materiale video è stato acquisito dalla polizia giudiziaria e inserito nel fascicolo d’indagine. Le verifiche proseguono per ricostruire con precisione le responsabilità e valutare eventuali sviluppi processuali.

Coordinamento tra i soccorsi
L’episodio ha messo in evidenza la rapidità di reazione e la collaborazione fra i diversi attori coinvolti — personale di vigilanza privata, operatori della videosorveglianza, Carabinieri e Vigili del fuoco — che hanno evitato conseguenze più gravi e garantito il rispetto delle procedure. La banca ha confermato che i dispositivi di allarme hanno funzionato correttamente. Le indagini restano aperte.

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