Audizione al Pirellone, accuse reciproche tra Regione, Città Metropolitana e partiti: dalla stima degli extracosti alle richieste di ristori per i commercianti

L’iter della metrotranvia Milano-Seregno è tornato al centro del dibattito pubblico dopo un’audizione in Commissione Trasporti della Regione Lombardia che ha acceso lo scontro istituzionale. I consiglieri della Lega hanno puntato il dito contro la gestione dell’opera e hanno segnalato come particolarmente grave l’assenza del sindaco metropolitano Giuseppe Sala dall’incontro, percepita come un segnale di scarico delle responsabilità verso altri enti.
Sul tavolo rimangono i ritardi, le opere ferme e i disagi per cittadini e attività economiche coinvolte nei cantieri.
Le cifre degli extracosti sono al centro della controversia: la stima citata da alcuni consiglieri parla di circa novanta milioni di euro, mentre altre fonti e approfondimenti tecnici menzionano incrementi superiori, fino a centoventi o addirittura centocinquanta milioni in scenari più pessimisti. L’audizione ha messo in luce come la mancanza di un aggiornamento condiviso del cronoprogramma e di una verifica unitaria delle varianti progettuali stia determinando incertezza su tempi e soluzioni per il completamento dell’opera.
L’audizione al Pirellone e le accuse reciproche
La seduta in Commissione Territorio e Infrastrutture ha registrato posizioni nette: i consiglieri della Lega, tra cui Alessandro Corbetta e Riccardo Pase, hanno chiesto maggiore responsabilità da parte della Città Metropolitana e hanno criticato la richiesta di ulteriori finanziamenti al Ministero senza un esame di coscienza. A fronte di queste rimostranze, la delegata della Città Metropolitana Daniela Caputo ha rivendicato la necessità di lavorare in squadra per cercare la copertura finanziaria e ha invitato le parti a presentarsi unite davanti agli enti centrali per ottenere i fondi necessari.
Controlli, suddivisione in lotti e proposte politiche
Altri interventi in Commissione hanno sottolineato la mancanza del Provveditorato alle opere pubbliche e la necessità di chiarire il ruolo del Responsabile Unico del procedimento nominato dal Ministero. Da Forza Italia sono arrivate richieste per un controllo più stretto sui cantieri e proposte di frazionare l’intervento in lotti per limitare l’impatto territoriale, mentre rappresentanti di gruppi moderati e di centrosinistra hanno sollecitato trasparenza sui numeri e misure di compensazione per le attività danneggiate.
La mobilitazione dei territori: Desio in prima linea
Sul fronte locale è emersa invece una volontà di compattezza: il consiglio comunale di Desio ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che sollecita il completamento dell’opera fino al capolinea di Seregno, chiede chiarezza sulle cause degli extracosti e impegna gli enti sovracomunali a non scaricare oneri sui bilanci comunali. Il sindaco Carlo Moscatelli ha definito il provvedimento «un punto di partenza» e ha ribadito l’impegno quotidiano dell’amministrazione per seguire il processo fino alla conclusione dei lavori, insistendo sulla necessità di coesione fra i Comuni interessati.
Richieste concrete e misure di sostegno
Nel documento approvato dai consiglieri locali si chiede a Città Metropolitana e al comune di Milano piena trasparenza, la predisposizione di un piano di ristori e compensazioni per le attività economiche colpite dai cantieri e l’esclusione di qualsiasi onere per le casse comunali. Rappresentanti di diversi schieramenti, da Fabio Sclapari di Fratelli d’Italia a esponenti del centrosinistra, hanno ribadito che l’obiettivo comune è arrivare al termine dell’opera, pur mantenendo viva la richiesta di chiarezza sulle responsabilità tecniche e amministrative.
Lo scenario che si profila richiede ora passi concreti: un aggiornamento realistico del fabbisogno economico, la definizione di un cronoprogramma verificabile, l’individuazione di strumenti finanziari per la copertura degli extracosti e misure temporanee di sostegno per le imprese. Solo attraverso una concertazione tra Regione, Città Metropolitana, Ministero e amministrazioni locali sarà possibile rompere l’impasse dei cantieri e restituire certezza ai territori, evitando ulteriori danni economici e sociali.

