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Quelle piccole differenze che hanno condannato l'Inter

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Quando a fare la differenza è un capolavoro, ma non solo. L’Inter perde a Roma 1-0 a tempo scaduto, e ci sta, ma rispetto alla squadra nerazzurra che conosciamo cambia qualcosa, quel certo senso di spietatezza e cattiveria, che forse è proprio quello che divide José Mourinho, antipatico e insopportabile, da Rafael Benitez, adorabilmente buono.

La prodezza in tuffo di Vucinic, fantastico nel deviare di testa, al 91′, un perfetto cross di De Rossi, è il simbolo della voglia di non arrendersi della squadra della Capitale.

E così all’entusiasmo della Roma a caccia di sé stessa, si contrappone la delusione di una squadra, quella interista, che non meritava di perdere anche se sabato non ha girato al meglio, soprattutto in fase offensiva, dove Milito prima ed Eto’o poi hanno dovuto fare i conti con un autentico gigante della difesa, quello Juan di cui la Seleçao brasiliana non dovrebbe disfarsi se vuole continuare a coltivare i propri sogni di gloria.

Peccato per Benitez che proprio sabato Ibrahimovic abbia inventato, contro il Genoa, la giocata vincente per un Milan che si sta rifacensull’orlo di una crisi di nervi al punto che, al 37′, pt è andato a riprendere perfino il proprio allenatore Benitez, facendogli segno di voler uscire, dopo che nel settore di centro-sinistra l’Inter aveva perso qualche pallone di troppo: come a dire che a giudizio del romeno andava rivisto qualcosa nell’assetto tattico.

Ma con Mourinho come si sarebbe comportato? E come si comporterà ora la società con lui? Il più in palla risultava essere ancora una volta Eto’o (bello un suo tiro rimpallato al 22′), però poco assistito dai compagni, mentre Stankovic a centrocampo contrastava e ripartiva (sua la conclusione pericolosa del 38′). Complessivamente il primo tempo risultava poco spettacolare e privo di pericoli concreti per i due portieri (Lobont appariva incerto solo su un’altra conclusione di Stankovic, quella del 28′).

Nella ripresa, al 5′, l’Inter liberava Cambiasso solo davanti alla porta avversaria ma il suo colpo di testa finiva fuori, mentre cinque minuti dopo era la Roma a rendersi pericolosa per la prima volta: Menez, andato male nei primi 45′, seminava sulla destra un paio di avversari, ma sul suo cross Borriello non ci arrivava di un soffio. Il francese si ripeteva poco dopo, stavolta sulla sinistra, ma su di lui interveniva Stankovic.

Era poi l’Inter a rendersi pericolosa, prima con Eto’o al 31′ e sei minuti dopo ancora con il bomber del Camerun sul quale interveniva bene Lobont. Al 45′ bella iniziativa personale di Riise (che rientrava dopo il ko con la sua nazionale e ha giocato con il caschetto protettivo per la testa), preludio del gol di Vucinic.
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