Categorie: Politica
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15 Gennaio 2010 12:45

Expo 2015, Roberto Maroni lancia la white list e il Comitato di sorveglianza contro le infiltrazioni mafiose negli appalti

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Combattere la mafia è un'impresa già di per sè molto difficile, ma per lo meno si può provare a colpirla dal punto di vista finanziario.

Impedire ad esempio che si insinui negli appalti delle opere pubbliche, soprattutto in vista di un evento importante come Expo 2015.

Ieri il ministro dell'Interno Roberto Maroni in Prefettura ha presentato la nuova Sezione specializzata dedicata all'Expo del Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza sulle grandi opere pubbliche come riporta il Corriere(fonte immagine):

"Il nostro obiettivo è distruggere le mafie in tutte le regioni dove la criminalità organizzata è presente. È la nostra missione nei prossimi anni"

Nel mirino del Governo soprattutto la 'ndrangheta, che negli ultimi hanno ha iniziato ad "alzare la testa" ed è secondo Maroni "l'associazione criminale più forte e pervasiva che c'è nel mondo".

Anche Antonio Manganelli, capo della polizia, ha lanciato l'allarme sull'associazione per delinquere di origine calabrese:

"La 'ndrangheta costituisce un pericolo maggiore rispetto alle altre mafie. Le proiezioni su Milano e la Lombardia ci dicono che, se ci fosse una hit-parade della criminalità organizzata, quella calabrese, sia qualitativamente che quantitativamente, è quella che ci preoccupa di più"

Sarà redatta una white list della quale faranno parte i soggetti che non sono a rischio di inquinamento mafioso.

Una "bomba atomica contro la criminalità organizzata" ha detto il ministro.

La struttura di vigilanza avrà una sezione specializzata che ricalcherà lo strumento già utilizzato per la ricostruzione dopo il terremoto in Abruzzo e una a cui spetterà il compito investigativo e di cui faranno parte rappresentanti di polizia, carabinieri, guardia di finanza e Dia.

Toccherà poi alla Dia gestire i rapporti con le procure, in caso dovessero verificarsi episodi di infiltrazione.

Leggiamo sul Corriere che il Comitato avrà base a Milano e sarà composto da un esperto della materia, un rappresentante della prefettura di Milano, un rappresentante del dipartimento della pubblica sicurezza, un rappresentante della direzione nazionale antimafia, un membro nominato dal ministero per le Infrastrutture, un altro dall'autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, e un rappresentante del provveditorato interregionale per le opere pubbliche. Sarà suo compito realizzare la white list.

Lucio Stanca e Roberto Formigoni sono molto soddisfatti, anche se a dire il vero il presidente della Regione quando il procuratore Antonio Ingroia aveva parlato del rischio di infiltrazione mafiosa lo aveva accusato di aver "solo voglia di celebrità". Per lo meno adesso le istituzioni sembrano aver preso coscienza della situazione.

Ribadiamo però che, come ci ha confermato l'autore di "Mafia Export" Francesco Forgione, nonostante vengano effettuati arresti eccellenti, la polizia e le forze dell'ordine continuano a subìre tagli alle risorse e i politici invocano la stretta sulle intercettazioni: tutto questo può solo facilitare le cose alle organizzazioni mafiose.

Per cui oltre al, ben venga, Comitato di sorveglianza, occorrono politiche del Governo che non mettano in difficoltà il lavoro di chi tutti i giorni combatte contro una delle piaghe più radicate sul territorio italiano.