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Terremoti vicino a Milano: la mappa delle ultime scosse

Dove ha tremato vicino a Milano, e quando. Ogni cerchio sulla mappa è un terremoto registrato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV negli ultimi sette giorni: la dimensione cresce con la magnitudo, il colore la riassume in quattro livelli. Sotto trovi l’elenco con magnitudo, località, profondità, distanza da Milano e l’ora esatta.

Nell’ultimo anno la Rete Sismica Nazionale ha registrato 3 terremoti di magnitudo 2.0 o superiore nell’area di Milano — circa il 0,2% di quelli localizzati in Italia — distribuiti su 3 giorni diversi. Le zone che ricorrono più spesso sono Fortunago, Cremosano e Montalto Pavese.

Terremoti vicino a Milano

In aggiornamento costante ultimo aggiornamento: 19:25 (ora italiana)

0 scosse · ultimi 7 giorni

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Nessuna scossa di magnitudo pari o superiore a 1.5 registrata vicino a Milano: ultimi 7 giorni senza eventi.

Quanto trema, di solito, intorno a Milano

Negli ultimi dodici mesi la Rete Sismica Nazionale ha registrato 3 terremoti di magnitudo 2.0 o superiore nell'area di questa mappa, 1 di magnitudo 3.0 o superiore, cioè potenzialmente avvertibili dalle persone. Il più forte è stato di magnitudo 3.3 il 3 ottobre 2025 (1 km SW Montalto Pavese (PV)), a 33 chilometri di profondità. La profondità tipica è di 33 chilometri.

Elaborazione su archivio INGV, aggiornata al 2026-08-07.

Non sono mostrate le scosse di magnitudo inferiore a 1.5: l'INGV ne localizza diverse decine al giorno, quasi tutte rilevabili solo dagli strumenti. In questa vista compaiono le scosse vicine e, più lontano, solo quelle abbastanza forti da essere avvertite qui.

Le magnitudo delle scosse più recenti sono calcolate automaticamente e possono essere riviste dai sismologi dell'INGV nelle ore successive. La mappa non indica i danni: la magnitudo misura l'energia liberata dal terremoto, non i suoi effetti in superficie, che dipendono anche da profondità, distanza e tipo di terreno.

Dati: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), servizio FDSN, distribuiti con licenza CC BY 4.0. Confini amministrativi: Natural Earth (pubblico dominio).

Domande frequenti sui terremoti in Italia

Da dove vengono i dati di questa mappa?

Dalla Rete Sismica Nazionale dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), attraverso il servizio pubblico FDSN con cui l'istituto distribuisce le localizzazioni dei terremoti. Sono gli stessi dati che l'INGV pubblica sul proprio sito: non ci sono stime nostre né rielaborazioni della magnitudo.

Ogni quanto si aggiorna la mappa?

I dati vengono riletti ogni cinque minuti. L'INGV pubblica una prima localizzazione automatica pochi minuti dopo la scossa, quindi un terremoto avvertito compare in genere in pochissimo tempo. Accanto al titolo trovi sempre l'ora dell'ultimo aggiornamento.

Perché la magnitudo di una scossa è cambiata?

Perché è normale che cambi. La prima magnitudo è calcolata automaticamente dagli algoritmi che elaborano i segnali delle stazioni sismiche; nelle ore successive i sismologi di turno rivedono la localizzazione con più dati e la magnitudo può spostarsi di qualche decimo. La mappa mostra sempre il valore più aggiornato pubblicato dall'INGV, quindi il numero che leggi qui può differire da quello dato dai primi lanci di agenzia.

Perché la scossa che ho sentito non compare?

Se è appena avvenuta, può non essere ancora stata elaborata: aspetta qualche minuto e ricarica. Se invece è passato del tempo, la scossa potrebbe essere sotto la magnitudo minima che mostriamo: l'INGV localizza ogni giorno decine di eventi molto piccoli, quasi tutti rilevabili solo dagli strumenti, e mostrarli tutti renderebbe la mappa illeggibile. Ricorda anche che una scossa di bassa magnitudo, se molto superficiale e molto vicina, si avverte distintamente.

Che differenza c'è tra magnitudo e intensità?

La magnitudo misura l'energia liberata dal terremoto ed è un solo numero per ogni evento: è quella che vedi sulla mappa. L'intensità (scala Mercalli) misura invece gli effetti osservati in un luogo preciso, e cambia da paese a paese a seconda della distanza, della profondità e del tipo di terreno. Per questo la mappa non dice nulla sui danni: due scosse di pari magnitudo possono avere conseguenze molto diverse.

Cosa indica la profondità?

La distanza in chilometri fra la superficie e il punto in cui la faglia si è rotta (l'ipocentro). È un dato che conta quanto la magnitudo: a parità di energia, un terremoto a 8 chilometri di profondità si avverte molto più forte di uno a 60, ma su un'area più ristretta. In Italia la maggior parte dei terremoti è superficiale, entro i 15-20 chilometri.

Compaiono anche i terremoti fuori dall'Italia?

Sì, quelli dell'area mediterranea intorno al nostro territorio, perché una scossa forte in Croazia, Albania o Slovenia si avverte in Friuli, in Puglia o in Veneto. In quel caso, al posto della sigla della provincia trovi il nome dell'area o del paese. Nelle pagine locali gli eventi lontani compaiono solo se abbastanza forti da poter essere stati avvertiti in zona.

Cosa fare durante e dopo una scossa?

Durante la scossa: riparati sotto un tavolo o nel vano di una porta su muro portante, lontano da finestre e mobili alti; non usare l'ascensore. Dopo: esci con prudenza, verifica gas ed elettricità, evita di intasare le linee telefoniche. Per le emergenze il numero è il 115 dei Vigili del Fuoco; le indicazioni ufficiali di protezione civile sono su protezionecivile.gov.it. Questa mappa è uno strumento informativo, non un sistema di allerta.