Categorie: Cultura
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21 Febbraio 2020 14:35

Filomena Barberio: “A Milano mi trovo bene, cerco di tornarci spesso”

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Consulente per diversi marchi di moda, Filomena Barberio ha raccontato la sua milanesità a Notizie.it | Milano.

Durante la Fashion Week la città di Milano si popola di personaggi legati al mondo della moda.

Filomena Barberio è ormai un nome noto dell’ambiente e nonostante giri il mondo con il suo lavoro, non manca mai l’appuntamento milanese. Il suo racconto a Notizie.it | Milano.

Intervista a Filomena Barberio

Raccontaci di cosa ti occupi nell’ambito del fashion.

Bella domanda, di troppe cose al momento. O meglio lavoro per 5 marchi per cui faccio consulenza, vendite worldwide, art direction, stylist, produzione e strategia di marketing.

Sei sempre in giro tra Londra, New York, Milano e Parigi. In che percentuale ti senti milanese?

Si è vero, ma non solo perché alle volte il lavoro di styling e consulenza mi porta anche in altri luoghi del mondo. Mi sento milanese al 30% ed è uno dei posti in cui mi trovo molto bene essendo comunque italiana, e poi diciamola tutta mi mancano tanto i supermercati italiani, da buona calabrese mi piace mangiare bene.

Cerco di venire almeno 4/5 volte all’anno per la Fashion Week e per altri lavori. Il luogo che di solito frequento di più è il DAYLIGHTSTUDIO che oltre ad essere uno studio fotografico con cui collaboro e sicuramente un ritrovo dove poter spendere del tempo in buona compagnia.

Pensi che l’approccio verso il fashion di Milano come istituzioni e dei milanesi come cittadini ed abitanti sia diverso rispetto agli elencati nella precedente domanda e come?

Si sicuramente vivendo in città come Londra, Parigi e da poco New York credo che Milano oltre a rimanere il luogo di eccellenza per l’eleganza sia comunque rimasta un pò indietro rispetto alle città elencate.

Vedo diverse culture che nell’ambito italiano spopolano ormai da diversi anni come per l’appunto il vintage e l’hip hop. Sempre di più vedo i giovani italiani avvicinarsi a questi movimenti temporali e che personalmente non mi sorprendono affatto dopo 13 anni di frequentazioni nelle città elencate. Credo che siamo in una fase molto delicata e che ci siano molte paure nell’esprimere le proprie idee creative.

Guardando i tuoi lavori sembra che il fashion sia quasi un pretesto per descrivere la realtà : vi sono molte suggestioni street, surf, arty, della scena musicale…sembra un po’ l’approccio della moda all’epoca del primo punk inglese .

È cosi?

Assolutamente si, sono piuttosto fortunata a frequentare gli ambienti da te elencati che sicuramente stimolano e creano visioni per queste diverse realtà. In un certo senso tutto si incrocia e alcune volte si manifestano molto più interessanti di quanto uno si aspetti.
Ed è proprio quello che manca un pò allo scenario milanese. Troppe volte cerchiamo di ghettizzarci nei nostri ambienti, probabilmente bisognerebbe essere un pò più cani sciolti