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Armi e droga sequestrate: la guerra tra bande per il controllo dello spaccio a Bergamo

Un'arsenale di armi da guerra e droga sequestrati dai carabinieri a Bergamo e nel Milanese. Scoperta una rete criminale con nascondigli nei boschi e spedizioni punitive tra i rivali.

Armi e droga sequestrate: la guerra tra bande per il controllo dello spaccio a Bergamo

Un’arsenale di armi da guerra e droga è stato sequestrato dai carabinieri del Comando Provinciale di Bergamo nell’ambito di un’operazione contro una rete criminale attiva nello spaccio di stupefacenti. La scoperta è avvenuta dopo una serie di indagini che hanno portato alla luce una vera e propria guerra tra bande per il controllo delle piazze di spaccio nell’hinterland bergamasco e milanese.

L’arsenale nascosto nei boschi

I carabinieri hanno individuato diversi nascondigli nei boschi tra Vittuone, Cisliano, Corsico e Abbiategrasso, dove erano custodite kalashnikov fucili d’assalto SIG 550AK-74AR-15 e centinaia di proiettili. Oltre alle armi, sono stati sequestrati anche 688 grammi di sostanze stupefacenti e circa 80mila euro in contanti ritenuti provento dello spaccio.

La fuga nel Milanese e l’irruzione del Gis

Le indagini hanno permesso di ricostruire la rete del gruppo criminale guidato da E.A.B., noto come Botros. Dopo un agguato a Seriate il 21 giugno 2026, la vettura usata dal commando è stata intercettata tra Corsico e Abbiategrasso, per poi essere abbandonata a Bareggio durante un inseguimento. La caccia all’uomo si è concentrata a Vigevano, dove la notte tra il 30 e il 31 luglio gli indagati sono riusciti a sfuggire a un blitz scappando verso Castano Primo. La latitanza di Botros e di un presunto complice si è interrotta a fine agosto con l’irruzione dei reparti speciali del Gis in un covo di Vigevano.

Le spedizioni punitive e gli agguati

Secondo la ricostruzione della procura di Bergamo, le armi e i blitz servivano a controllare le piazze dello spaccio nelle aree boschive lombarde. La catena di episodi violenti comprendeva anche una precedente spedizione armata avvenuta a metà giugno nei boschi di San Paolo d’Argon e aggressioni ad altri rivali nell’area tra Cividate e Calcio. Tra gli episodi più gravi, un commando di otto persone armate ha fatto irruzione durante una grigliata al Parco Valli di Albano Sant’Alessandro, sparando alcuni colpi di fucile in aria per intimidire i presenti.

Il ruolo di Botros

Botros, 29enne marocchino noto come El Allali Boutrousse, si era conquistato una notevole fama criminale nella zona. Secondo l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Riccardo Moreschi, Botros avrebbe guidato una vera e propria struttura militare con uomini di fiducia, autisti, scorte e galoppini nelle piazze di spaccio. L’organizzazione era capace di mettere in atto spedizioni punitive e azioni contro i gruppi concorrenti, arrivando fino all’eliminazione fisica dei rivali.

La cattura e le conseguenze

La cattura di Botros e dei suoi complici ha portato alla scoperta di altri nascondigli di armi e droga. I carabinieri, supportati dai colleghi di Legnano e Abbiategrasso, hanno individuato un’altra base della banda a Vermezzo con Zelo, risalendo a T.M., 21enne ritenuto il custode del materiale bellico. Un secondo deposito di fucili d’assalto è stato scoperto nei boschi di Oleggio Castello, grazie all’intervento dei carabinieri cacciatori e delle unità cinofile.

L’operazione ha portato alla luce una nuova e ambiziosa generazione di narcotrafficanti, capace di disporre di armi da guerra, nasconderle nei boschi, spostare uomini e droga e organizzare azioni armate contro i rivali. Una guerra combattuta a suon di kalashnikov che, secondo gli investigatori, non giova agli affari.

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