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Sparatoria a Milano: ferito un 19enne in un alloggio occupato

Un giovane marocchino di 19 anni è stato ferito a colpi di fucile in un condominio popolare di Milano. La situazione di degrado e abbandono del quartiere Gratosoglio è al centro delle preoccupazioni dei residenti.

Sparatoria a Milano: ferito un 19enne in un alloggio occupato

La notte tra il 13 e il 14 luglio, un giovane marocchino di 19 anni è stato ferito a colpi di fucile in un condominio popolare di via Saponaro, nel quartiere Gratosoglio di Milano. L’episodio ha scatenato la rabbia e la paura tra i residenti, che denunciano da tempo una situazione di degrado e abbandono.

Il giovane, incensurato, è stato trasportato in codice giallo all’ospedale Humanitas di Rozzano, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Non è in pericolo di vita, ma l’episodio ha sollevato nuove preoccupazioni sulla sicurezza nel quartiere.

Un episodio di violenza in un contesto di degrado

Secondo le prime indagini dei carabinieri, almeno quattro persone a volto parzialmente coperto hanno fatto irruzione nell’appartamento numero 26 del condominio Aler di via Saponaro 1A. Gli aggressori hanno esploso alcuni colpi di arma da fuoco, probabilmente con un fucile da caccia, ferendo il giovane alla caviglia destra. Dopo l’aggressione, gli aggressori sono fuggiti a bordo di due auto.

La situazione di degrado e abbandono del quartiere Gratosoglio è ben nota. Il condominio di via Saponaro 1A era stato destinato al progetto ‘Papà separati’ nel 2013, con l’obiettivo di dare una casa a chi, dopo una separazione, si era ritrovato senza nulla. Tuttavia, alla fine del 2026, agli inquilini erano arrivate lettere con proposte di cambio alloggio, in vista di una nuova destinazione d’uso degli appartamenti.

La paura dei residenti

I residenti del complesso descrivono una situazione di totale abbandono. ‘Ogni appartamento è occupato. Viviamo nel terrore’, afferma una rappresentante dei cittadini che vivono nei palazzi attigui. ‘Con i rilasci degli alloggi sono iniziate le occupazioni: le persone si arrampicavano dai balconi e passavano pure dai condotti di aerazione. Oggi l’occupazione è totale. Lì dentro non esiste più la legge.’

La situazione è resa ancora più critica dalla presenza di molti minori. Ne sono stati censiti 30, che vivono in condizioni di grave disagio. Una ragazza che abita a pochi passi dal condominio racconta di aver paura a tornare a casa la sera. ‘Quando rientro tardi dal lavoro, avviso il mio fidanzato e anche il vicino di casa, in modo che possano affacciarsi al balcone e controllare che nessuno mi importuni, pronti a intervenire all’occorrenza.’

Un quartiere segnato dalla violenza

Non è la prima volta che un fatto violento scuote questo angolo di Milano. Lo scorso 21 gennaio, un altro giovane marocchino era stato aggredito in strada davanti allo stesso palazzo. Le indagini della polizia avevano fatto emergere un possibile collegamento con un altro episodio andato in scena nel pomeriggio del giorno prima, quando due giovani nordafricani erano stati accoltellati in via Baroni, a poche centinaia di metri di distanza.

Il presidente di Municipio 5, Natale Carapellese, ha sottolineato: ‘Siamo a fianco dei cittadini che chiedono soluzioni. Questo palazzo Aler è allo sbando.’ Le indagini sono state affidate ai militari della Compagnia Magenta, che stanno cercando di fare luce sull’episodio.

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