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L’aggressione a San Siro: le parole scioccanti dell’accoltellatore

Lamin Saidilly, 22 anni, ha accoltellato un passante di 55 anni a Milano. Le sue dichiarazioni dopo l'arresto hanno scioccato tutti.

L’aggressione a San Siro: le parole scioccanti dell’accoltellatore

Lamin Saidilly 22 anni, ha accoltellato con 20 fendenti un uomo di 55 anni, Gerardo P., sabato 4 luglio 2026 a San Siro all’esterno di un bar in via Paravia a Milano. L’uomo è stato bloccato da passanti e arrestato; alla polizia ha detto: «Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio».

L’episodio ha avuto un forte impatto pubblico e giudiziario perché configurato come tentato omicidio aggravato con ipotesi di premeditazione e futili motivi. L’indagine è in corso con approfondimenti sulla preparazione dell’attacco e sugli eventuali precedenti dell’indagato. Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2026.

Ricostruzione dell’attacco in via Paravia

Secondo la ricostruzione, Saidilly ha agito con il volto travisato il capo coperto da un passamontagna e un coltello da 21 cm a lama bifilare. Si è avvicinato alla vittima da dietro e ha colpito alla testa, al collo, al torace e all’addome. L’aggressione è stata interrotta dal padre della vittima e da due muratori egiziani che hanno immobilizzato l’indagato fino all’arrivo della polizia. Durante il fermo, il 22enne ha pronunciato la frase: «Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio», confermata dagli agenti intervenuti sul posto.

Indagini, accuse e interrogatorio davanti al gip

Il pubblico ministero Elio Ramondini ha chiesto la convalida dell’arresto per tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, ritenendo che l’aggressione fosse stata pianificata per colpire la prima persona vulnerabile incontrata. L’interrogatorio di garanzia è fissato per oggi, lunedì 6 luglio 2026, davanti al gip Luigi Iannelli nel carcere di San Vittore. La Digos ha avviato accertamenti su eventuali percorsi di radicalizzazione pista al momento marginale rispetto all’ipotesi di un grave disturbo psichiatrico. Nelle tasche del giovane sono stati trovati biglietti motivazionali in inglese.

Condizioni della vittima e intervento dei testimoni

Gerardo P. è stato trasportato d’urgenza al Niguarda dove è stato sottoposto a più interventi chirurgici. Le sue condizioni sono state inizialmente gravi, ma la prognosi si è stabilizzata e non è più in pericolo di vita; la degenza si prevede relativamente breve secondo i sanitari. Il contributo dei presenti, in particolare del padre della vittima e dei due lavoratori che hanno bloccato l’indagato, è stato ritenuto decisivo per interrompere la sequenza dei colpi e consentire l’arresto in flagranza, limitando ulteriori conseguenze.

Profilo familiare e verifiche sul passato in Regno Unito

Saidilly, nato a Conegliano Veneto e di origini gambiane, è arrivato a Milano il 23 giugno 2026, soggiornando in due alberghi e in un B&B prima di allontanarsi dalla casa paterna. Il padre, Dodou, vigilante ed ex delegato sindacale, ha espresso dolore e ha chiesto scusa alla vittima, riferendo difficoltà di inserimento e un’inquietudine del figlio. Le autorità stanno cooperando con gli inquirenti britannici su un precedente accoltellamento avvenuto a Leeds nel mese di novembre, le cui modalità sarebbero sovrapponibili all’episodio milanese; sono in corso riscontri sull’eventuale coincidenza anagrafica e su possibili collegamenti operativi.

L’episodio ha suscitato reazioni istituzionali e politiche. Il vicepremier Matteo Salvini ha scritto: «Parole allucinanti. Si è divertito e lo rifarebbe? Che non esca più dal carcere allora!». Gli investigatori stanno analizzando contatti e ricerche online dell’indagato per verificare ulteriori moventi rispetto al “divertimento” da lui dichiarato. La posizione giudiziaria resta grave e l’evoluzione dipenderà dagli esiti dell’interrogatorio odierno e dagli approfondimenti sugli elementi raccolti finora.

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