Una donna di 31 anni, nota con il nome d’arte “Tetra” ha denunciato di essere stata molestata il 22 maggio 2026 nei bagni dell’Art Mall locale di via Torino nel centro di Milano. La querela è stata formalizzata il 22 giugno presso la stazione dei carabinieri Porta Monforte, un mese dopo l’episodio. Ultimo aggiornamento: 25 giugno 2026.
Il caso ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di intrattenimento e sulle procedure di prevenzione e gestione degli episodi di violenza. Le forze dell’ordine hanno avviato attività per identificare l’uomo descritto dalla vittima e valutano l’acquisizione di immagini di videosorveglianza e l’audizione di testimoni presenti nel locale.
La denuncia del 22 giugno e l’intervento dei carabinieri
La 31enne si è presentata ai carabinieri di Porta Monforte il 22 giugno, assistita dall’associazione Scarpetta Rossa dopo un percorso di supporto psicologico. Nel verbale ha riportato i fatti e fornito una descrizione dell’uomo: corporatura esile, altezza media intorno a 1,75, capelli e occhi castani, carnagione chiara. L’individuo appariva visibilmente ubriaco e parlava a fatica.
I militari del Comando provinciale hanno avviato gli accertamenti per risalire all’identità del sospettato. Le verifiche includono la mappatura dei frequentatori abituali del locale compatibili con la descrizione, oltre alla possibile acquisizione di telecamere interne ed esterne all’Art Mall e ai testimonianze del personale e dei clienti.
La dinamica nei bagni dell’Art Mall di via Torino
Secondo il racconto, verso le 23:30 la donna era entrata in bagno con un’amica. Rimasta sola ai lavandini, è stata sorpresa alle spalle da uno sconosciuto che le ha scostato gli slip e l’ha palpeggiata. La 31enne ha reagito subito, spingendolo e ripetendo “no” mentre faceva piccoli passi indietro per liberarsi. L’uomo ha tentato di trattenerla, l’ha spinta contro il muro e le ha detto “baciami, resta qui”.
La vittima è riuscita a divincolarsi approfittando del fatto che l’aggressore sembrava ubriaco e ha raggiunto gli amici in sala, a cui ha raccontato l’accaduto in stato di shock. Quella sera non ha chiamato i soccorsi né sporto denuncia per timore di sbagliare identificazione e per la condizione emotiva, rinviando la formalizzazione a dopo il percorso con il centro di ascolto.
Indagini e ostacoli: telecamere e testimoni
Le indagini puntano a ricostruire la sequenza degli eventi e l’eventuale passaggio dell’uomo nelle aree comuni del locale. Gli investigatori hanno segnalato che l’analisi delle riprese potrebbe essere complicata per il tempo trascorso, ma resta prioritaria la ricerca di immagini utili nelle fasce orarie vicine all’episodio e nei varchi di accesso. Sono in corso riscontri su clienti abituali e confronti con la descrizione fisica fornita.
La finestra temporale tra il fatto e la querela può rendere più complessa la raccolta di prove materiali. La verifica di eventuali testimoni presenti vicino ai bagni o in prossimità dei corridoi di accesso è considerata un elemento chiave per corroborare la ricostruzione. La localizzazione precisa all’interno dell’Art Mall e l’orario delle 23:30 orientano la scansione dei fotogrammi.
Il supporto di Scarpetta Rossa e il profilo della vittima
Dopo l’episodio, la 31enne ha cercato aiuto presso un centro di ascolto e ha ricevuto assistenza psicologica e legale dall’associazione Scarpetta Rossa. L’accompagnamento ha permesso di organizzare la segnalazione e raccogliere gli elementi utili alla denuncia. L’associazione resta un riferimento per l’aggiornamento delle fasi successive del procedimento.
La donna si presenta al pubblico come cantante di genere emotrap con lo pseudonimo “Tetra” e ha raccontato di aver già vissuto esperienze di abuso, tema cui ha dedicato alcune canzoni. Dopo l’aggressione di maggio, ha dichiarato la volontà di portare la propria testimonianza anche in contesti di sensibilizzazione e durante le esibizioni dal vivo, per incoraggiare altre persone a cercare supporto. Le autorità proseguono gli accertamenti per identificare l’autore e chiarire ogni dettaglio.



