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Possibile chiusura della libreria Hoepli: cassa integrazione e tensioni famigliari

La libreria Hoepli, simbolo della cultura milanese, è in liquidazione: è prevista la cassa integrazione per i dipendenti e resta incerto il destino del marchio a causa di dispute tra soci

Nel cuore di Milano una delle librerie storiche della città è al centro di una crisi che potrebbe tradursi in una chiusura nel giro di poche settimane: la decisione dei soci di avviare la liquidazione della società ha aperto una fase di forte incertezza per la libreria Hoepli e per la sua casa editrice.

Il piano operativo contempla l’attivazione della cassa integrazione straordinaria a zero ore per una parte del personale, misura che evita al momento licenziamenti immediati ma lascia aperte molte domande sul futuro aziendale.

La notizia ha provocato uno stato d’animo di preoccupazione tra i dipendenti e la comunità culturale, con sindacati e lavoratori che organizzano mobilitazioni davanti al negozio storico di via Hoepli 5. Le istituzioni cittadine hanno espresso solidarietà ai lavoratori, mentre la curatrice nominata sta esaminando la contabilità societaria per valutare le alternative possibili. Sullo sfondo, conflitti interni alla proprietà e trattative mancate hanno amplificato la complessità della situazione.

Le cifre e le misure previste

Secondo i rappresentanti sindacali la gestione della libreria registrerebbe una perdita consistente, valutata in circa 200 mila euro al mese, una dinamica che la proprietà indica come causa principale della scelta di procedere alla liquidazione. La misura di protezione sociale proposta prevede l’attivazione di una cassa integrazione straordinaria a zero ore per 49 dipendenti della sede storica e una forma di cassa integrazione parziale per le attività editoriali e il settore web, con rotazione dei turni per preservare almeno parte dell’attività produttiva.

Cassa integrazione e prospettive per i lavoratori

La cassa integrazione proposta può durare fino a 24 mesi e viene indicata come alternativa temporanea alla dichiarazione di licenziamento collettivo. Tra le ipotesi allo studio vi sono prepensionamenti e incentivi all’uscita quali strumenti per ridurre l’impatto occupazionale, ma queste soluzioni restano parziali e non eliminano il rischio di smembramento della struttura commerciale. I dipendenti hanno risposto proclamando uno sciopero e promuovendo iniziative di protesta come il flash mob davanti alla libreria.

Il conflitto tra soci e le trattative mancate

Non è solo la congiuntura del mercato librario a complicare il quadro: la vicenda è segnata da contrasti profondi all’interno della proprietà. A sorgere sono state dispute tra i rami della famiglia proprietaria e la posizione del socio di minoranza, che detiene circa il 33% del capitale, ha influito sulle decisioni strategiche. In questo contesto si colloca il fallimento di una trattativa di vendita che, secondo la versione di parte della proprietà, avrebbe potuto garantire continuità e protezione dei posti di lavoro.

L’offerta contestata e le ragioni del rifiuto

Secondo i legali della società, un accordo con un primario gruppo editoriale italiano era stato definito nella sua struttura essenziale e prevedeva l’acquisto dell’intero capitale societario con il mantenimento della libreria e della casa editrice. Tuttavia, il socio di minoranza ha respinto la proposta motivando il rifiuto con la mancanza di garanzie sullo stato dei conti e sulla sorte dell’immobile in via Hoepli 5, oltre alla richiesta di rinunciare a diritti patrimoniali ritenuti strategici. Queste divergenze hanno quindi reso impossibile il trasferimento concordato e hanno accelerato il percorso verso la liquidazione.

Proteste, istituzioni e scenari possibili

La mobilitazione dei lavoratori è andata di pari passo con prese di posizione pubbliche: il sindaco di Milano e altri rappresentanti religiosi hanno espresso vicinanza ai dipendenti. Sul fronte delle potenziali soluzioni la speranza di trovare un “cavaliere bianco” capace di acquisire l’intera attività e preservarne l’integrità appare tenue al momento, anche se non mancano manifestazioni di interesse da grandi gruppi editoriali in passato.

Restano aperte diverse strade legali e societarie: il socio di minoranza potrebbe impugnare la decisione di liquidare, mentre la curatrice incaricata proseguirà l’analisi dei conti per definire la miglior strategia di tutela dei creditori e, se possibile, dei lavoratori. Nel frattempo la comunità milanese osserva con apprensione l’evolversi della vicenda, consapevole che la possibile perdita della libreria Hoepli sarebbe la scomparsa di un presidio culturale radicato nella città da oltre un secolo.

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