Le procure stanno esaminando dati della scatola nera, chiamate e procedure operative per ricostruire le cause del deragliamento della linea 9 a Milano

Il deragliamento del tram della linea 9 a Milano, avvenuto il 27 gennaio e costato due vittime e oltre cinquanta feriti, è al centro di un’indagine che punta su tre filoni principali: il dato tecnico registrato dalla scatola nera, il traffico telefonico del conducente e il rispetto del protocollo operativo aziendale.
Le informazioni acquisite finora provengono da testimonianze, dalle prime verifiche tecniche e dalle audizioni di dipendenti che sono stati ascoltati dalla Procura. L’obiettivo è chiarire se il sinistro sia dipeso da un malore, da un errore umano o da anomalie del mezzo.
Gli accertamenti disciplinati dalla Procura mirano a mettere insieme elementi digitali e dichiarazioni: il sistema di registrazione a bordo, le immagini eventualmente acquisite dalle telecamere interne e i log telefonici del conducente sono considerati fondamentali. In parallelo viene esaminato il comportamento operativo: se l’autista avesse segnalato un malessere alla sala operativa o se, contravvenendo al regolamento, avesse utilizzato il cellulare durante il servizio. Queste tracce potranno fornire risposte determinanti sulla catena degli eventi che ha portato al violento impatto con un edificio all’angolo di via Lazzaretto.
Elementi tecnico-forensi al centro delle verifiche
La scatola nera del Tramlink è sotto analisi per estrarre parametri come velocità, frenate, anomalie meccaniche e modalità di guida nell’arco temporale precedente al deragliamento. Questo dispositivo registra informazioni continue: dagli input del conducente al comportamento del sistema frenante, fino a eventuali segnali di malfunzionamento. Gli investigatori ritengono che i dati temporali tra il semaforo verde di piazza della Repubblica e la curva in via Lazzaretto, una percorrenza stimata in almeno un minuto, possano rivelare se ci siano stati scostamenti rispetto alle condizioni operative standard.
La scatola nera e i parametri registrati
Analizzando i file estratti dalla black box, gli specialisti cercheranno segnali precisi come variazioni abrupt e non giustificate della velocità o l’assenza di frenate dove sarebbero state attese. Il dispositivo consente di ricostruire la traiettoria, i comandi impartiti e eventuali guasti rilevati dal sistema di bordo. Questi elementi tecnici sono essenziali per confermare o smentire le ipotesi su una conduzione imprudente o su un malfunzionamento della componente meccanica o elettronica.
Il ruolo delle telecamere e dei sistemi di bordo
Le telecamere interne, se disponibili e funzionanti, potrebbero mostrare l’atteggiamento del conducente poco prima dell’impatto; tuttavia inquirenti e tecnici devono verificare se l’uso della leva di comando ha impedito l’attivazione di sistemi automatici di allarme, noto come uomo morto, o la registrazione di immagini chiare per la sala operativa. Anche il funzionamento del nuovo Tramlink e l’interazione tra comandi manuali e dispositivi di sicurezza sono oggetto di approfondimento tecnico.
Il traffico telefonico e il rispetto del protocollo
Un altro filone investigativo riguarda il cellulare del conducente e la telefonata fatta all’inizio del turno a un collega: secondo quanto emerso, l’autista avrebbe riferito di essersi fatto male al piede mentre sollevava la carrozzina di un passeggero, un evento che potrebbe aver anticipato un malore. La mancata comunicazione alla sala operativa rappresenterebbe una violazione del protocollo operativo. Gli investigatori hanno acquisito il traffico telefonico e stanno verificando l’attività sul dispositivo per capire tempi, contenuti e modalità di utilizzo durante il servizio.
Regole di condotta e possibili violazioni
Il regolamento aziendale vieta l’uso del cellulare e degli auricolari durante la marcia: il conducente non può svolgere attività che distraggano dall’attenzione alla guida. Se emergerà che l’autista indossava auricolari o stava usando il telefono in movimento, tale comportamento sarà valutato in relazione alle accuse prospettate dalla Procura, che includono disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose. La mancata chiamata alla sala operativa dopo il presunto malore è un altro punto che gli inquirenti intendono chiarire.
Audizioni, responsabilità e prossimi passi
Due dipendenti dell’azienda di trasporti sono stati ascoltati come persone informate sui fatti: il primo ha ricevuto la telefonata del conducente e ha riferito il contenuto del colloquio, il secondo ha fornito dettagli tecnici sul funzionamento delle squadre di controllo esercizio e sugli strumenti di bordo. Queste testimonianze saranno incrociate con gli esiti tecnici della scatola nera e con i dati estratti dal cellulare per costruire una ricostruzione coerente degli eventi.
Tra i passaggi successivi ci sono le analisi forensi dei dati di bordo, l’esame delle immagini (se esistenti) e l’approfondimento del registro delle comunicazioni con la sala operativa. Solo l’insieme di questi elementi permetterà di chiarire se il deragliamento sia stato determinato da un improvviso malore del conducente, da un errore umano collegato al mancato rispetto del protocollo o da un guasto tecnico. Gli esiti delle verifiche saranno decisivi per eventuali responsabilità penali e per aggiornare le procedure di sicurezza sui mezzi pubblici.





