La Guardia di Finanza di Pavia ha eseguito misure cautelari dopo aver scoperto un'organizzazione che avrebbe usato fatture per operazioni inesistenti per evadere l'IVA e sostenere vendite online a prezzi concorrenziali

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La Guardia di Finanza del comando provinciale di Pavia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Pavia, su richiesta della Procura, nei confronti di tre persone coinvolte in una complessa attività di frode fiscale. L’operazione riguarda la vendita online di dispositivi elettronici ed è condotta sul territorio tra Pavia e Milano.
È stata arrestata una commercialista milanese con custodia in carcere; altri due imprenditori sono stati posti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
Le società coinvolte operavano tra la Lomellina e il territorio milanese, utilizzando piattaforme di e-commerce per la rivendita di lavatrici, computer e smartphone. L’indagine del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Pavia ha ricostruito un sistema che, secondo gli inquirenti, avrebbe causato un danno all’erario superiore a 28 milioni di euro. Le indagini sono tuttora in corso e la Procura proseguirà gli accertamenti sui flussi finanziari e fiscali emersi.
Il meccanismo contestato
Le indagini, tuttora in corso, hanno ricostruito il funzionamento del presunto sistema illecito. Al centro vi sarebbe un modello di frodi carosello fondato sull’emissione e sull’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Queste fatture avrebbero consentito di detrarre e compensare indebitamente l’IVA, riducendo il carico fiscale delle società coinvolte. Il conseguente accumulo di liquidità avrebbe favorito l’acquisto e la rivendita di merce a prezzi competitivi rispetto al mercato regolare.
Uso di prestanome e società ‘cassaforte’
Per ostacolare le verifiche fiscali e patrimoniali, gli indagati avrebbero impiegato prestanome e costituito una società immobiliare utilizzata come una sorta di cassaforte per occultare profitti e beni. Nonostante queste schermature, gli accertamenti finanziari e documentali hanno permesso di ricondurre agli indagati significative disponibilità patrimoniali.
Sequestri e misure cautelari
In seguito agli accertamenti finanziari e documentali riferiti in precedenza, la Procura ha disposto il sequestro preventivo di 22 immobili tra Vigevano e Milano. Sono stati inoltre posti vincoli su disponibilità finanziarie e su orologi di lusso riconducibili ai due imprenditori indagati.
Contestualmente sono state eseguite perquisizioni locali e domiciliari, operazioni che hanno consentito di acquisire ulteriori elementi utili all’inchiesta. Le attività investigative proseguono per chiarire ruoli, responsabilità e l’eventuale collegamento con il presunto sistema illecito individuato.
Ruolo della consulente fiscale
Le attività svolte durante le perquisizioni hanno indicato il ruolo centrale della commercialista milanese nell’organizzazione contestata. La professionista è accusata di aver ideato il modello evasivo e di aver curato la costituzione di società ‘cartiere’, nonché di aver predisposto documentazione volta a far apparire regolari fatture ritenute inesistenti.
In cambio delle prestazioni la consulente avrebbe percepito un compenso calcolato in percentuale, stimato tra il 11% e il 13% sull’ammontare delle fatture emesse. Gli inquirenti proseguiranno con accertamenti contabili e con l’analisi dei flussi finanziari per chiarire ruoli e responsabilità nel presunto sistema illecito.
Impatto e ricadute dell’indagine
Le indagini proseguiranno con accertamenti contabili e analisi dei flussi finanziari per chiarire ruoli e responsabilità nel presunto sistema illecito. Gli investigatori evidenziano come schemi complessi di evasione possano erodere risorse pubbliche e alterare la concorrenza commerciale. L’uso di fatture fittizie e di strutture societarie opache avrebbe consentito, secondo l’accusa, di ridurre costi e prezzi a danno di operatori regolari. La scoperta di un presunto giro per oltre 28 milioni di euro indica la portata economica potenziale di tali fenomeni.
Prospettive procedurali
Le misure adottate rappresentano una fase cautelare del procedimento. Al momento sono in corso custodie e sequestri, mentre l’attività probatoria continua per definire responsabilità individuali. Le informazioni raccolte saranno valutate dalla Procura della Repubblica di Pavia nell’ambito dell’azione penale. Sono attesi sviluppi giudiziari collegati agli esiti degli accertamenti economico-finanziari e alle verifiche sulle posizioni fiscali degli indagati.
Osservazioni finali
L’operazione mette in rilievo il lavoro investigativo svolto dalla Guardia di Finanza nella ricostruzione di meccanismi economico-finanziari complessi. Le attività hanno fatto ricorso a strumenti giudiziari, tra cui il sequestro preventivo e altre misure cautelari, con l’obiettivo di preservare i beni riconducibili alle ipotesi di reato. Tali provvedimenti mirano altresì a garantire la tutela dell’erario fino all’esito del processo. Sono previsti ulteriori accertamenti contabili e verifiche sui flussi finanziari che potranno determinare sviluppi giudiziari collegati alle posizioni fiscali degli indagati.





