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Evacuato il tribunale di Milano dopo chiamate sospette: verifiche in atto

Al Palazzo di Giustizia di Milano è scattato l'allarme bomba dopo diverse chiamate anonime: il palazzo è stato evacuato e le forze dell'ordine procedono con le operazioni di bonifica

Chi: il Palazzo di Giustizia di Milano e le forze dell’ordine locali. Cosa: un’allerta per possibile ordigno che ha mobilitato soccorritori e personale giudiziario. Quando: la mattinata del 6 marzo 2026. Dove: nell’area del complesso giudiziario milanese.

Perché: diverse chiamate sospette al Numero unico per le emergenze 112 hanno segnalato la presenza di un ordigno o sono risultate mute.

Nel corso di circa mezz’ora gli operatori del 112 hanno ricevuto più segnalazioni. Alcune contenevano termini riconducibili a una minaccia esplosiva; altre non hanno fornito contenuti vocali. L’autorità giudiziaria ha ritenuto necessario attivare il protocollo di sicurezza previsto per tali ipotesi.

Le procedure hanno previsto il coordinamento tra polizia giudiziaria, vigili del fuoco e servizi di emergenza. Al momento le verifiche sono in corso e non sono stati comunicati esiti definitivi sulle segnalazioni.

Come si sono svolte le segnalazioni

Tra le 8:20 e le 9:05 sono state ricevute quattro chiamate che hanno suscitato allarme. In due occasioni un interlocutore, descritto con accento ritenuto straniero, ha pronunciato la frase «bomba tribunale». Nelle altre due la linea è rimasta silenziosa.

Le quattro telefonate risultano originate da numeri non richiamabili e non contenevano alcuna rivendicazione o motivazione esplicita. La ripetizione ravvicinata delle segnalazioni ha indotto le autorità a trattare l’episodio come potenzialmente pericoloso fino a verifica contraria.

Per precauzione le forze dell’ordine hanno attivato i protocolli di sicurezza previsti per questo tipo di segnalazioni e avviato gli accertamenti tecnici. Al momento le verifiche proseguono e non sono stati comunicati esiti definitivi.

Il ruolo degli operatori del 112

Nel prosieguo delle verifiche, gli operatori del 112 hanno continuato a catalogare le chiamate e a segnalare tempestivamente gli sviluppi alle autorità competenti. Il flusso informativo è stato gestito secondo il protocollo previsto, con priorità alla rapidità di intervento.

Il protocollo prevede l’valutazione immediata del rischio e la sincronizzazione con le autorità giudiziarie locali per definire le misure operative. In contesti analoghi la prudenza resta il criterio guida: segnali vaghi possono essere ricondotti a minacce concrete,

Evacuazione e gestione dell’area

Confermata la prontezza nella gestione delle segnalazioni, la direzione degli uffici giudiziari ha disposto lo sgombero di tutte le persone presenti nell’edificio. Magistrati, personale amministrativo, avvocati e cittadini hanno lasciato i locali in maniera ordinata e sotto scorta delle forze di sicurezza. Sono stati evacuati i sette piani dell’edificio e sono state sospese immediatamente le attività giudiziarie e le udienze in corso. Per consentire le verifiche tecniche alcune strade limitrofe sono state chiuse al traffico e transennate, creando un cordone di sicurezza attorno all’area interessata.

Coordinamento delle autorità

Dopo la creazione del cordone di sicurezza, i vertici degli uffici giudiziari hanno disposto l’evacuazione concordata dell’edificio. La decisione è stata assunta dal procuratore Marcello Viola, dalla procuratrice generale Francesca Nanni, dal presidente del Tribunale Fabio Roia e dal presidente della Corte d’Appello Giuseppe Ondei. Sul piano operativo hanno collaborato polizia, carabinieri e vigili del fuoco, che hanno eseguito il controllo degli spazi e la verifica delle aree interdette. Le forze dell’ordine hanno applicato la procedura di evacuazione prevista per minacce potenziali, con punti di raccolta e percorsi alternativi per i presenti. Sul posto sono intervenuti gli artificieri per le ispezioni tecniche e gli operatori sanitari per eventuali soccorsi. Le verifiche tecniche proseguono con misure di sicurezza rafforzate e aggiornamenti comunicati dalle autorità competenti.

Operazioni di bonifica e verifiche tecniche

Le verifiche tecniche proseguono con misure di sicurezza rafforzate e aggiornamenti comunicati dalle autorità competenti. Con l’edificio evacuato, i vigili del fuoco hanno coordinato le attività di bonifica finalizzate all’accertamento dell’eventuale presenza di ordigni.

Sul posto hanno operato squadre specializzate dotate di strumentazione elettronica e procedure di contenimento. Le ispezioni hanno riguardato locali, sottoservizi e aree esterne con metodologie volte a preservare le prove e a ridurre il rischio per gli operatori. Le operazioni sono state condotte nel rispetto delle procedure standard previste per interventi di natura esplosiva e sotto la supervisione delle autorità competenti.

Le autorità hanno reso noto che gli aggiornamenti saranno comunicati non appena disponibili, mentre le operazioni proseguiranno fino al completo esito delle verifiche tecniche.

Tempi e modalità delle ispezioni

Le operazioni di ispezione procedono con rigore e secondo protocolli stabiliti dalle autorità competenti. Ogni ambiente viene controllato in modo sistematico, dal piano terra alle aree tecniche e agli uffici, con percorsi di verifica predisposti per evitare omissioni.

Le squadre impiegano apparecchiature specifiche per il rilevamento e dispositivi di protezione individuale per garantire la sicurezza degli operatori. Anche dopo il rilascio del nulla osta sono previsti controlli supplementari finalizzati a escludere la presenza di elementi potenzialmente pericolosi e a permettere la ripresa sicura delle attività giudiziarie. Le verifiche proseguiranno fino al completamento delle procedure tecniche.

Comunicazione alla cittadinanza

Le verifiche proseguiranno fino al completamento delle procedure tecniche. Nel frattempo le autorità hanno invitato passanti e residenti a mantenersi a distanza dalle aree transennate e a seguire le indicazioni ufficiali.

Una comunicazione chiara e tempestiva è stata considerata fondamentale per evitare allarmismi e consentire alle squadre di lavoro di operare senza ostacoli. Il rispetto delle istruzioni ha facilitato le operazioni di bonifica e contribuito a ridurre i rischi per la popolazione.

Il rispetto delle istruzioni ha facilitato le operazioni di bonifica e contribuito a ridurre i rischi per la popolazione. L’allarme ha determinato la sospensione temporanea delle udienze e delle attività giudiziarie, con disagi per chi aveva appuntamenti o processi in corso. La priorità è stata la sicurezza delle persone: trattare con serietà anche segnali non dettagliati è la prassi che tutela la collettività. Al termine delle verifiche, le autorità comunicheranno l’esito della bonifica e l’eventuale ripresa delle normali attività nel palazzo.

La vicenda evidenzia la necessità di un protocollo di emergenza efficace e di una risposta coordinata tra servizi di soccorso, forze dell’ordine e vertici giudiziari. Anche quando le segnalazioni provengono da segnalazioni anonime o non contengono rivendicazioni, la prudenza rimane il criterio guida per evitare conseguenze potenzialmente gravi. I dati mostrano un trend chiaro: procedure tempestive e comunicazione coordinata riducono tempi di intervento e limiti alla funzionalità degli uffici; le autorità proseguiranno le verifiche tecniche fino al ripristino completo della sicurezza.

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