Il 28/02/2026 la Polizia Locale di Nerviano-Pogliano e quella di Milano hanno eseguito una misura cautelare in carcere per un 50enne accusato di violenza sessuale su una ragazza di 14 anni; nel corso delle indagini sono stati sequestrati dispositivi elettronici e due coltelli nascosti

Il 28 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano ha disposto la custodia cautelare in carcere a carico di un uomo italiano di 50 anni, indagato per violenza sessuale nei confronti di una ragazza di 14 anni. L’ordinanza è stata eseguita nella mattinata dagli agenti della Polizia Locale di Nerviano–Pogliano, coadiuvati dal Nucleo Tutela Donne e Minori della Polizia Locale di Milano.
Le indagini sono nate dalla denuncia della vittima e hanno rapidamente raccolto elementi ritenuti decisivi per la richiesta di custodia. Durante l’attività investigativa sono state effettuate perquisizioni domiciliari e sequestri di materiale informatico: operazioni che hanno fornito riscontri utili agli inquirenti. Le verifiche proseguono per chiarire in modo completo responsabilità e dinamica dei fatti.
Il ruolo del Nucleo Tutela Donne e Minori Le attività investigative sono seguite dal Nucleo Tutela Donne e Minori della Polizia Locale di Milano, specializzato nel trattare reati che riguardano persone vulnerabili. Gli operatori hanno raccolto dichiarazioni, analizzato documentazione e confrontato i dati emersi durante le indagini. Gli elementi acquisiti hanno contribuito alla misura cautelare adottata dalla Procura; tuttavia, sono in corso ulteriori accertamenti tecnici per completare il quadro probatorio.
La denuncia e la raccolta delle prove A seguito della denuncia sono state svolte sia attività tradizionali — audizioni e sopralluoghi — sia indagini tecniche. In particolare, gli investigatori hanno esaminato telefoni, computer e account online per ricostruire comunicazioni e scambi ritenuti rilevanti. Sono stati sequestrati dispositivi elettronici, contenuti archiviati su cloud e profili social collegati alle indagini. Analisi forensi specialistiche sono tuttora in corso per recuperare e interpretare i dati digitali, che verranno confrontati con le altre evidenze disponibili.
Perquisizioni domiciliari e sequestri informatici L’esecuzione dell’ordinanza ha comportato perquisizioni nell’abitazione dell’indagato, dove sono stati rinvenuti e sequestrati smartphone, computer e altri supporti digitali. I dispositivi sono stati catalogati e inviati a laboratori per accertamenti tecnici mirati: l’obiettivo è ricostruire cronologie, comunicazioni e qualsiasi dato utile a chiarire i fatti. I referti peritali saranno depositati agli atti e contribuiranno a definire i passi successivi dell’inchiesta.
L’importanza delle tracce digitali Le informazioni estratte da cloud, messaggistica e profili social possono offrire prove che non emergono con metodi investigativi tradizionali. Questi riscontri servono a corroborare le dichiarazioni della vittima e a delineare con maggiore precisione gli elementi contestati all’indagato. Gli esperti procederanno a un’analisi comparativa dei dati digitali con le altre evidenze raccolte per valutare la coerenza del quadro probatorio e individuare eventuali approfondimenti.
Sequestro di armi e denuncia per porto occultato Nel corso delle attività, gli agenti hanno ispezionato anche il veicolo dell’indagato e hanno trovato, nascosti in un oggetto di legno, due coltelli con lama a punta di 8,5 cm. La Polizia Locale di Nerviano–Pogliano ha quindi trasmesso una notizia di reato autonoma, contestando il porto occultato di strumenti da taglio.
Quadro normativo applicato L’ipotesi di reato relativa al possesso degli strumenti appuntiti è stata valutata alla luce dell’art. 4‑bis della legge 110/75, che sanziona il porto di lame camuffate o occultate. Gli accertamenti tengono inoltre conto delle disposizioni previste nel decreto sicurezza in materia di possesso di armi e strumenti pericolosi. I dati raccolti saranno inseriti negli atti per chiarire la portata delle responsabilità e valutare eventuali ulteriori sviluppi investigativi.
Conseguenze procedurali e tutele per la vittima Con l’esecuzione della custodia cautelare, l’autorità giudiziaria ha ritenuto sussistere esigenze cautelari che giustificano la misura. Parallelamente, sono attive misure di tutela a favore della minorenne: interventi dei servizi competenti volti a garantire riservatezza, supporto psicologico e assistenza specialistica. Le indagini proseguiranno con l’analisi dei dispositivi sequestrati e con gli ulteriori accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria. L’obiettivo degli inquirenti è ricostruire un quadro probatorio solido che verrà valutato nel corso del procedimento, nel rispetto delle garanzie di legge.





