Categorie: Cronaca
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30 Aprile 2020 11:59

Coronavirus, Milano: donna malata da dicembre testata positiva

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Il Coronavirus potrebbe essere in giro a Milano già da dicembre. La storia di una 41enne solleva numerosi dubbi in merito.

Cecilia Lidya Casadei

Nata a Milano il 14 dicembre 1988, ha studiato Scienze Linguistiche per l'Informazione e Comunicazione. Appassionata di lingue straniere e giornalismo, ha collaborato con Focus Domande&Risposte, Nanopress, I Nostri Amici Cavalli, The Reiner magazine. Le sue grandi passioni sono il fitness e l'equitazione, lo spettacolo, i viaggi, la fotografia e la natura.

Il Coronavirus a Milano potrebbe essere arrivato già a dicembre 2019.

A muovere questo dubbio è la testimonianza di una 41enne milanese, che ha raccontato la sua storia al Corriere della Sera: il 22 dicembre aveva iniziato ad avere una leggera febbre, ma comunque sopra i 37°.

Coronavirus a Milano da dicembre?

La signora, nell’arco dei giorni, ha sviluppato una febbre sempre più alta fino a raggiungere la temperatura di 39°, che l’ha costretta a chiamare la guardia medica. Su consiglio dello specialista, ha poi iniziato a prendere un antibiotico con prescrizione del medico di base ma dall’1 gennaio 2020 sono arrivate violente fitte nella zona delle costole.

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Richiamata la guardia medica, si è poi recata presso un ambulatorio per fare un controllo e le è stata diagnosticata una sospetta polmonite, con tosse violenta.

La guarigione e il rientro al lavoro

Il 6 gennaio è arrivata finalmente la lastra, ma presentava un versamento talmente ampio da rendere incerto l’esito: dopo circa un mese ancora, una terza immagine ne ha sancito la guarigione.

Tornata al lavoro il 21 febbraio 2020, il giorno dopo avviene la notizia del primo caso di Coronavirus a Codogno, nel lodigiano. Nessuno ha mai sospettato che la donna avrebbe potuto aver contratto la malattia, eppure di recente un test sierologico ha attestato la presenza di anticorpi al Covid-19 nel suo sangue.

Non è detto che avesse già il Covid

La 41enne è risultata non infetta al momento della rilevazione, questo però significa che aveva precedentemente contratto il virus e ne era guarita.

Non vi è però la certezza scientifica che abbia davvero contratto il virus, per via dell’entità dei versamenti nei polmoni e della diagnosi di pleurite, che si manifesta raramente in concomitanza con il Coronavirus. Infine, la donna si sarebbe potuta infettare in maniera asintomatica, quindi a pandemia esplosa e non prima.