Categorie: Cronaca
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13 Marzo 2020 17:15

Coronavirus a Milano, stop all’ospedale in Fiera: “Mancano camici e mascherine”

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Milano pensava alla Fiera per nuovi posti letto, ma è arrivato lo stop della Protezione Civile: "Mancano i presidi".

Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

Sembrava fatta, ma a poche ore dalla notizia ufficiale è arrivato il brusco stop alla creazione di un ospedale, sul modello Wuhan, alla Fiera di Milano per affrontare l’emergenza Coronavirus.

Niente letti quindi, come spiegato dal Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. “Dalla Protezione Civile è arrivata la risposta negativa. Non sono nelle condizioni di rispettare quello che ci avevano promesso. Non possono fornire i presupposti per realizzare questa specie di nuovo ospedale”.

Coronavirus: il progetto in Fiera

I reparti di terapia intensiva sono senz’altro quelli più colpiti dall’emergenza coronavirus, che l’Oms ha ufficialmente definito una pandemia: essendo quelli degli ospedali lombardi sul rischio del collasso, la Regione aveva pensato alla creazione di nuovi posti letto in strutture come la Fiera o gli hotel di Milano.

Già nei giorni precedenti a mercoledì 11 marzo 2020 Gallera e Fontana avevano spiegato di aver rimediato “posti letto di terapia intensiva dove fino a ieri era impensabile“.

Tra questi i corridoi, le sale operatorie, le stanze di risveglio. Diversi pazienti stabili erano poi stati trasferiti nelle case di riposo o nelle strutture di riabilitazione.

Il progetto

Per ovviare alla saturazione degli ospedali, gli amministratori si sono adoperati per trovare impianti esterni alle strutture ospedaliere. Tra questi un padiglione di Fiera Milano City di circa 12 mila metri quadrati dotato di tutte le alimentazioni elettriche per la portata necessaria.

La Fiera stessa sarebbe poi stata in grado di garantire in tempi record i prefabbricati necessari previsti di impianto di espulsione di aria filtrata, impianto gas medicinali e impianto elettrico dotato di continuità elettrica. L’idea, che era già in fase avanzata, era quella di mettere a disposizione in questo luogo circa 400 posti di terapia intensiva. Ci sarebbero poi stati altri spazi fieristici da utilizzare anche solo per accogliere i malati in via di dimissione.

Stiamo facendo miracoli nell’aver recuperato più di 200 posti in terapia intensiva in una settimana e mezza. Dovremmo mettere a disposizione altri 100 posti in terapia intensiva nei prossimi giorni. Oltre ai 400 della Fiera“, erano state le parole confortanti di Fontana e Gallera prima del dietrofront della Protezione Civile.