Categorie: Cronaca
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5 Novembre 2009 16:37

Inchiesta sulla bonifica di Santa Giulia, al via sequestri e perquisizioni in 80 società

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L'inchiesta sulla bonifica di Santa Giulia prosegue dopo l'arresto dell'imprenditore Giuseppe Grossi.

La Guardia di finanza ha perquisito ed effettuato sequestri in 80 società sparse in tutto il territorio nazionale (Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Sardegna, Umbria, Marche, Campania e Puglia).

Nel mirino la contabilità delle aziende che risultavano censite nel pc sequestrato a Fabrizio Pessina, l'avvocato svizzero arrestato a febbraio in uno dei primi tronconi dell'inchiesta sulla bonifica dell'area.

L'operazione riguarda un giro di false fatturazioni per oltre 300 milioni come spiega il Corriere.

Oltre ai già noti arrestati ci sono un centinaio di indagati. Tra loro anche due commercialisti: Mario Merella, marito di Marcella Bella, e Siro Zanoni.

Come scrive ilCorriere lo sviluppo di questo filone di inchiesta ha permesso di fare emergere un gruppo criminale con base a Milano e finalizzato a fornire costi fasulli per società italiane in modo da consentire la distrazione di ingenti capitali su conti esteri o rapporti fiduciari.

I reati contestati sono associazione per delinquere, appropriazione indebita, riciclaggio, dichiarazione fraudolenta con l'aggravante delle transnazionalità.

Venivano sfruttate società fasulle da gestite dalle 'menti' dell'associazione che avevano sede in paradisi fiscali e che emettevano fatture false a fronte di prestazione di servizi inesistenti. L'importo delle fatture supera i 300 milioni di euro.

Così le aziende nazionali pagavano meno tasse in Italia e i soldi non versati al fisco venivano convogliati all'estero, rimanendo nelle disponibilità degli imprenditori.

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