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Apre la tredicesima "Milano tattoo convention", tatuatori di fama mondiale a disposizione del pubblico fino a domenica

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Si preannuncia davvero unico l'appuntamento di quest'anno alla Milano tattoo convention, che festeggia i suoi tredici anni di grande successo. E come per ogni celebrazione che si rispetti non mancheranno gli ospiti d'eccezione, nomi internazionali che hanno fatto la storia del tatuaggio e l'hanno elevato a forma d'arte.

Solo per citarne alcuni Marcus Pacecho da San Francisco, noto per le sue sperimentazioni cubiste, il messicano Bood, direttamente dal Giappone Shige e il padre del tatuaggio italiano Gian Maurizio Fercioni.

La peculiarità dell'evento milanese per gli ammiratori del tattoo è lo straordinario numero di professionisti che per tre giorni lavorano incessantemente a contatto con il pubblico. Milano è anche molto più che una semplice convention, chiamarlo raduno di appassionati è veramente limitato, è la vera e propria vetrina del tatuaggio internazionale, inteso come forma d'arte che merita l'attenzione di qualsiasi altra forma di espressione artistica figurativa.

Non a caso, quindi, è stato scelto un albergo di lusso, cinque stelle, come quartier generale  dell'evento, il Quark Hotel centro congressi di via Lampedusa.

Lo sforzo degli organizzatori è di proporre un nuovo modo di fare convention. A partire dalla musica, con sonorità contemporanee di grande effetto e proporre eventi culturali paralleli di grande portata, per dare valore aggiunto alla manifestazione.

Ospiti d'eccezione di questa edizione della Milano Tattoo Convention sarà il cast dell’innovativo reality show in sei puntate London Ink che è andato in onda su Discovery Channel dal 23 settembre 2007.

London Ink da una parte racconta la storia delle persone comuni che fanno la fila per essere tatuate ed entrare così di diritto nel reality, ma anche le luci e le ombre di come far funzionare un tattoo studio nella capitale inglese.

Sempre all'interno della convention verranno esposte le migliori opere nate da Amalgamarte, il movimento artistico nato da Alfedo Raimondi, in arte Mojo e Vladimiro Apollonio. Amalgamarte è un progetto che ha come punto di riferimento l'Art Fusion di Filip Leu e Paul Booth.

Il baricentro di Amalgamarte è appunto il disegnare insieme, per questo artisti tatuatori si ritrovano per interagire tra di loro attraverso il carboncino, l'olio, l'acquarello e qualsiasi altra tecnica che permetta a più artisti di intervenire su un supporto comune. Ancora, i migliori aerografisti italiani si troveranno a fare performance di body painting live on stage e sarà il pubblico a decretare l'opera migliore. E infine ci saranno delle esibizioni di danza, dalla fusione di stii tra Oriente e Occidente fino a performance di danza tribale.

Tre giorni per scoprire un mondo e una cultura ormai diffusa e radica nella nostra società. Per appassionati e non solo. 
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