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Affittopoli: i politici fanno pressioni per prezzi di favore sugli alloggi

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Gli immobili del demanio sotto la lente di ingrandimento. Eh sì, perchè la conta delle case di lusso di proprietà pubblica arriva fino a cinquemila alloggi. E tutti di pregio. In zone rinomate della città. Per fortuna che solo qualche giorno fa avevamo parlato della scarsità di offerta del mercato immobiliare…

Ma in queste case, amministrate direttamente da Palazzo Marino o in gran parte dal Pio Albergo Trivulzio, chi ci abita? E quanto pagano gli inquilini di affitto? Ed essendo assegnati pubblicamente, quali sono i criteri di scelta?

A tutte queste domande la parola d'ordine per la risposta è trasparenza. Questo è anche uno dei rari casi in cui destra e sinistra si sono trovate d'accordo, da entrambi gli schieramenti si è detto: "basta con i favoritismi" e "vogliamo vedere se chi abita nelle case pubbliche ha davvero necessità".

Molto spesso non è così dato che, come affittuari risultano, guarda caso, nomi illustri della politica e del mondo dello spettacolo. E ti pareva se non erano sempre loro a sfruttare i privilegi concessi da un cognome importante e dalla visibilità.

A denunciare la vicenda è proprio il presidente del Pat (fondazione che fa capo al Policlinico) Emilio Trabucchi, che si trova a fare i conti con inquilini che, visto il redditto, non solo in quelle case non ci dovrebbero stare, ma che hanno addirittura contratti più vantaggiosi rispetto a quelle che dovrebbero essere le regole applicate per tutti e affitti agevolati (1.200 euro al mese per 70 metri quadrati in Brera!!).

Sul totale dell'immobile pubblico solo il 25% è destinato veramente a bisognosi e casi d'emergenza (anche se sono in gran parte alloggi in pessime condizioni e spesso restituiti), il rimanente viene assegnato secondo bandi. Bandi, dove le pressioni dall'alto per passare davanti certo non mancano. I furbi ci provano sempre e finora in molti ci sono anche riusciti. Ma chi guadagna molto, non dovrebbe avere nessun problema a rivolgersi al mercato per trovare casa e lasciare che giovani coppie, anziani e persone in difficoltà economiche possono usufruire di affitti minori. 

Per mettere fine a questa speculazione si è avviata un'indagine per fare un quadro preciso, entro il 30 novembre, della situazione nelle case del Comune.

Intanto l'ipotesi più accreditata per arginare il problema è quella della vendita.

Il Comune ha già disposto la dimissione di 70 lotti del prorpio patrimonio, che potreranno 240 milioni di euro entro la fine dell'anno. Stessa via verrà intrapresa anche dal Pio Albergo che potrà così far fronte a nuovi investimenti economici nel sociale, come le attività di sostegno agli anziani

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