14 Settembre 2026 ☀ 28°

Sgombero a Milano: sei alloggi liberati e un sequestro di persona in via Saponaro

La polizia locale ha sgomberato sei alloggi occupati abusivamente in via Saponaro a Milano, liberando gli spazi per Aler. Durante l'operazione, sono stati trovati segni di consumo di droga e due bombole di protossido di azoto. Intanto, un uomo è stato sequestrato e tenuto prigioniero per due giorni in un appartamento dello stesso stabile.

Sgombero a Milano: sei alloggi liberati e un sequestro di persona in via Saponaro

Il quartiere di Gratosoglio a Milano è stato teatro di un nuovo intervento di sgombero da parte del Nucleo tutela del patrimonio della polizia locale. Lo stabile di via Saponaro 1/A, già al centro delle cronache per una sparatoria e un caso di sequestro di persona, è stato liberato da sei alloggi occupati abusivamente. L’operazione, avvenuta il 11 settembre, ha portato alla luce segni di consumo di droga e due bombole di protossido di azoto, noto come la droga del palloncino.

L’intervento della polizia e la fuga degli occupanti

Gli agenti hanno agito rapidamente, riconsegnando gli alloggi ad Aler. Durante l’intervento, è emerso che gli occupanti, tra cui diversi stranieri, erano stati avvisati da una vedetta posizionata all’esterno dello stabile. Alla vista delle auto della polizia, il ragazzo ha urlato alcune parole in arabo, facendo scattare l’allarme e permettendo agli occupanti di darsi alla fuga. Tra il piano terra e i piani superiori, sono stati trovati 5 grammi di hashish nascosti lungo le scale e due bombole di protossido di azoto.

La situazione di degrado e insicurezza in via Saponaro

Lo stabile di via Saponaro 1/A è stato oggetto di occupazione abusiva per circa quattro anni. Originariamente realizzato da Aler per accogliere padri divorziati in situazioni di fragilità economica, l’edificio è diventato un simbolo di degrado e insicurezza. I residenti regolari hanno trovato sistemazioni definitive, lasciando liberi i piccoli appartamenti che sono stati poi occupati abusivamente. Questo ha portato a un grave stato di degrado, con spazzatura, droga e casi di intimidazione che hanno reso la vita difficile per chi abita nelle vicinanze.

La sparatoria di metà luglio e il sequestro di persona

La situazione è peggiorata ulteriormente con la sparatoria di metà luglio, che ha aperto una voragine sul caso portando le istituzioni a intervenire drasticamente. Recentemente, un marocchino di 25 anni è stato sequestrato e tenuto prigioniero per due giorni in un appartamento dello stesso stabile. I carabinieri della Compagnia Porta Magenta sono intervenuti dopo una chiamata anonima e hanno trovato l’uomo ferito su un letto. Secondo gli investigatori, il rapimento potrebbe essere legato a dissidi nell’ambito dello spaccio di droga.

Il sequestro è terminato con la liberazione del venticinquenne e l’arresto di uno dei suoi presunti aguzzini, un uomo di 34 anni trovato all’interno dell’appartamento utilizzato come covo. La palazzina di via Saponaro 1/A è già finita sulle pagine di cronaca nei mesi scorsi per una sparatoria avvenuta a luglio, quando qualcuno aveva esploso un colpo di fucile contro un 19enne marocchino.

La situazione di degrado e insicurezza nel quartiere di Gratosoglio continua a preoccupare i residenti, che vivono nel terrore a causa delle occupazioni abusive e degli episodi di violenza. Le istituzioni sono chiamate a intervenire con soluzioni concrete per ripristinare la sicurezza e la legalità in un’area già complessa di Milano.

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