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Conferenza su costruire la legalità: come le associazioni locali rispondono alla criminalità

Alla Festa dell'Unità di Garbagnate Milanese una serata intitolata "Costruire la legalità" ha riunito rappresentanti di Cooperativa del Grillo Parlante, Casa della Legalità e Avviso Pubblico per riflettere su quanto "la criminalità organizzata è tra noi" e sull'importanza di "tenere gli occhi aperti e informarsi ogni giorno".

Conferenza su costruire la legalità: come le associazioni locali rispondono alla criminalità

Giovedì 4 giugno, durante la Festa dell’Unità a Garbagnate Milanesesi è svolta la conferenza intitolata “Costruire la legalità”un incontro che ha messo al centro il ruolo delle realtà associative locali nella prevenzione della criminalità e nel recupero dei luoghi sottratti alle organizzazioni illecite. L’evento ha chiamato a una riflessione pubblica il bisogno di una risposta culturale alla presenza mafiosa nei territori: “La criminalità organizzata è tra noi, tra le nostre strade, nei nostri bar, in chi ci parcheggia di fianco” è stato uno dei passaggi più incisivi che ha segnato la serata.

Associazioni e persone che animano la cultura della legalità

Il tavolo dei relatori ha visto la partecipazione di figure impegnate a vario titolo nel sociale: Sylvia Gissipresidente dell’Associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli di BollateCristina Sevesofondatrice e presidente della Cooperativa del Grillo Parlante di Garbagnateche opera in un bene confiscato alla criminalità organizzata; e Fabio Botterocoordinatore regionale di Avviso Pubblico in Lombardia. Moderati da Alex Grassihanno raccontato esperienze concrete di attivazione civica e di gestione quotidiana degli spazi sottratti all’illegalità, sottolineando come il recupero materiale debba essere accompagnato da un lavoro di educazione civica costante.

La Casa della Legalità a Cascina del Sole

Tra i progetti citati, la Casa della Legalità a Cascina del Sole è emersa come esempio di intervento rivolto a giovani e adulti: qui si tengono iniziative volte al recupero delle coscienze e alla prevenzione delle derive criminali attraverso laboratori, incontri e momenti di socialità controllata. Silvia Gissi ha spiegato come la struttura operi per ricostruire un senso di comunità e orientare le scelte individuali lontano da logiche illegali, ricordando la necessità di proseguire con determinazione la diffusione di valori civici.

Il ruolo di Avviso Pubblico e della Cooperativa del Grillo Parlante

Avviso Pubblico è stato descritto come una rete di enti locali che promuove la cultura della legalità e la cittadinanza responsabile: il coordinamento regionale della Lombardia, illustrato da Fabio Bottero, facilita il dialogo con le istituzioni per stimolare iniziative, offrire materiale informativo e sostenere progetti territoriali. Parallelamente, la Cooperativa del Grillo Parlante organizza eventi settimanali nei diversi ambiti del tempo libero, con l’obiettivo di diffondere conoscenze e strumenti per riconoscere e contrastare le dinamiche criminogene.

Attività nei beni confiscati e lavoro di volontariato

Un punto ricorrente è stato il valore simbolico e pratico dei beni confiscati: gestirli significa restituire al tessuto sociale spazi vivi dove si costruiscono relazioni sane e si sviluppano attività educative. Cristina Seveso ha raccontato come la cooperativa, insieme a numerosi volontari, trasformi questi luoghi in aree funzionali alla crescita collettiva, mentre i rappresentanti delle altre associazioni hanno ribadito l’importanza della partecipazione civica continua. Il messaggio chiave è stato sintetizzato in un invito: “Tenere gli occhi aperti e informarsi ogni giorno“, per mantenere alta la vigilanza e alimentare la responsabilità collettiva.

La serata ha offerto dunque uno spaccato del lavoro di rete tra associazioni, cittadini e istituzioni locali nel territorio della Lombardiasottolineando come la cultura della legalità non sia un concetto astratto ma una pratica quotidiana fatta di incontri, iniziative e di cura degli spazi pubblici. La conferenza ha ribadito che per contrastare fenomeni radicati servono programmi articolati e la costante attenzione della comunità, a partire dalle scuole, dai centri ricreativi e dalle esperienze di volontariato che animano i paesi.

Infine, l’impegno dei partecipanti si è presentato come un modello di cittadinanza attiva: attraverso azioni concrete e comunicazione mirata, le associazioni coinvolte intendono mantenere viva la sensibilizzazione sui rischi della criminalità organizzata, promuovendo occasioni di incontro e informazione rivolte a tutte le età. La conferenza è stata dunque un’occasione per ribadire che la lotta alla illegalità passa anche dalla capacità di costruire comunità resilienti e informate.

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