Come riporta l’edizione di mercoledì 4 gennaio del Fatto Quotidiano, nel 2005, ai tempi della sua presidenza all’università Luigi Bocconi, il blasonato ateneo milanese si ‘dimenticò’ di versare la quota Ici relativa alle sedi delle residenze di via Spadolini a Milano, un complesso per studenti fuori sede con 333 camere.
E la colpevole mancanza è ora oggetto di una guerra di carte bollate tra l’amministrazione della Bocconi e il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia.
Monti non paga l’Ici e sostiene che: “l’edificio farebbe parte degli immobili adibiti a sede con finalità istituzionali, assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, che sono esonerati dal pagamento dell’Ici secondo l’articolo 7 comma 1 della legge 504 del 1999, che appunto dà regolamentazione al pagamento delle tasse agli enti locali.
Pisapia chiede 600mila euro alla Bocconi ed ha dichiarato che: “non è possibile considerare tali le camere , il cui costo, peraltro, non rientra nelle salatissime rette dell’Università che arrivano a sfiorare i 10mila euro annui, perchè appunto sono un’attività a scopo di lucro, nè più nè meno delle camera affittate dagli studenti che non possono permettersi il pensionato Bocconi e i cui padroni di casa pagano regolarmente l’Ici.”












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Qualcuno diceva 'colpirne uno per educarne cento'. Qui invece si sta facendo il contrario senza educare nessuno!!