Colpa della crisi, colpa del fatto che ormai la musica viaggia sui files, su internet e su iTunes, o semplicemente perchè il business è business, ma sicuramente a molti questa notizia consentirà un viaggio nel passato, a quando si andava a spendere un pò di lire per un vecchio vinile o qualche più recente cd.
Iggy Pop spiega quale sia il suo personale rapporto con i negozi di dischi. Uno rapporto strettissimo, perché “il mio nome, la mia educazione musicale e la mia personalità mi arrivano dall’aver lavorato in un negozio di dischi durante i miei anni più… teneri. Fra gli anni ’50 e ’60 i ragazzini si ritrovavano nei negozi per ascoltare i dischi nuovi e vedere se piaceva il ‘beat’. Potevi comprare il disco a 79 centesimi e, se eri fortunato, anche incontrarci delle ragazze. I commessi di questi posti sono diventati dei manager (come Brian Epstein), capi di case discografiche (Jack Holzman) e facce sulle copertine di un album (io)”
Un motivo in più quest’anno per partecipare al Record Store Day, nato ormai cinque anni fa negli Usa e funziona così: le case discografiche distribuiscono, solo negli storici esercizi specializzati che aderiscono, edizioni limitate di singoli, Lp ed Ep contenenti qualche inedito di questo o quell’artista. Il tutto rigorosamente su supporto in vinile. A Milano parteciperanno Discomane di Alzaia Naviglio Grande, Serendipity e la recente Santeria.











