I problemi principali vertono sul mancato accordo per l’acquisto dei terreni, su cui dovrebbero sorgere i padiglioni, di proprietà della famiglia Cabassi. «L’ipotesi avanzata dal presidente Podestà si affianca alla cosiddetta terza via affacciata da me: i nostri tecnici stanno lavorando. Non siamo in ritardo, per metà settembre valuteremo il loro lavoro e sceglieremo l’ipotesi migliore» continua il presidente della Regione Lombardia.
Formigoni ha anche commentato le dichiarazioni del viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Roberto Castelli, su un possibile ridimensionamento di Expo: «Sappiamo bene di dover tener conto della crisi economica che è intervenuta. Il Comune di Milano già ha rinunciato a qualche investimento, ma i fondi per realizzare l’evento ci sono tutti».











