Tante le accuse di irregolarità e le polemiche che pesano su questo obsoleto carrozzone tutto italiano, in grado solo di mangiare soldi ai contribuenti senza una reale utilità.
Strepita a buon diritto la lista esclusa dalla corsa, il movimento «Per la trasparenza», nel giorno in cui viene rinnovato il consiglio direttivo dell’Automobile Club: le schede sono state depositate oggi, nella sede di corso Venezia (dalle 9 alle 13.30) anche se il risultato è scontato: fino alla sentenza del Tar vi è un ‘unica lista, ossia quella guidata dal commissario Massimiliano Ermolli.
Ricapitolando. Sono state cinque lettere di dimissioni, consegnate in sequenza al presidente dell’ente, a fine 2009, a far precipitare nel caos l’Aci milanese e, di conseguenza, la società controllata che governa il Gran Premio di Monza (Sias). Un mese dopo, il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla ha nominato un commissario straordinario: Massimiliano Ermolli, 38 anni, figlio del finanziere Bruno. Il reggente incaricato di portare l’Aci fuori dall’impasse ha aggregato attorno a sé una squadra per le elezioni 2010: con Ermolli jr si sono schierati Eros Maggioni, compagno del ministro Vittoria Brambilla, Simonpaolo Buongiardino (Unione del Commercio), Geronimo La Russa (figlio del ministro della Difesa), Bruno Longoni, Carlo Edoardo Valli (Camera di Commercio di Monza), Giangaleazzo Monarca e Michele Nappi (due dimissionari dal consiglio precedente).











